IL POZZO E IL BUCO NERO – ECCO COSA ACCADE.

Il buco nero ci ha fatto cadere in un pozzo. Ecco cosa accade. 

Il pozzo e il buco nero, sta accadendo l’inevitabile.

Quando il soffio Sacro ti pervade non hai più vie d’uscita.

Anzi, ti accorgi che quell’”uscita” non esiste ne tanto meno serve più.

Sacro, perché é ciò a cui stiamo tornando; chi adesso, chi ieri, chi tra qualche giorno.

Ribadisco, qualche giorno, non qualche anno.

Stanno accadendo sottilmente così tante cose che é fondamentale accorgersi, perché continuando a blaterare la presenza si é entrati in un altro automatismo.

Ogni automatismo crea schemi e illusioni e, spesso, il perdersi nei meandri di un contorto mentale.

Gli accadimenti esterni sono anch’essi forti, ma diciamoci la verità, nulla più meraviglia, stupisce, lascia a bocca aperta.

Questo accade perché la moltitudine é così intorpidita che anche se arriva qualcuno con la notizia del secolo le facce restano da ebeti come nulla fosse.

Ebeti si, avete letto bene.

Ebeti e lagnosi, in attesa che le cose cambino e che arrivi il grande evento.

Ma le cose sono cambiate e il grande evento é qui, invece si guarda alla sopravvivenza, al mondo e al procedere, come automi.

E se qualcuno lo fa notare, l’automa di turno s’infastidisce e dice che non “risuona”.

Ahhh questo “risuona” fa tanto “spiritualnewage”, “peace&love” e “volemose bene”…

Ma qui adesso le cose sono molto cambiate e se non ci si accorge e ci si ridesta dall’intorpidimento si finisce come nella storia della rana bollita.

É da un po’ che lo dico che non é più tempo di pettinare le bambole, che il tempo é tiranno, che il tempo si sta rompendo.

Da tempo dico tante cose e tante ne faccio anche, ma la consapevolezza che ho maturato non é gradevole per chi “ama incondizionatamente” per poi trattare il suo prossimo come uno straccio.

Quante cose stanno per accadere!

Non mi ritengo sopra gli altri, anzi, per trovarmi non c’è da salire, c’è piuttosto da scendere.

Mi sono seduta per terra e con Fede osservo il dispiegarsi degli eventi che ci stanno riconducendo alla Sacralità della vita.

Come siamo messi?

Ognuno di noi é dentro il proprio pozzo, al fondo, in quella parte buia e melmosa.

In quella melma risiede tutto ciò che abbiamo voluto evitare, quelle parti di noi che sono state represse, quelle ombre rifiutate, quei sentimenti taciuti e soffocati.

Risiede tutto ciò che abbiamo fatto o non fatto, detto o non detto, percepito e scartato, sentito e rifiutato, maturato e abbandonato.

Li c’è tutto quello che abbiamo coperto e voluto dimenticare.

Insomma, ma cos’è questa melma?

Questa melma é la Sacra merda.

Si lo so, non vi piace.

Eppure é cosi, non é poi così tremendo se vi soffermate ad osservare anziché dimenarvi mentre vi schifate.

Anche perché l’effetto é come con le sabbie mobili: più ti dimeni più affondi.

Mentre se stai, se osservi, senti, ascolti, ogni cosa si cheta, il respiro si fa lieve e l’acconsentire produce osservanza.

L’osservanza produce radicamento e il radicamento produce la verticalizzazione.

Dalla verticalizzazione avviene la connessione con il vibrato cosmico e il canto della vita.

Ma prima é fondamentale accorgersi.

Questo tempo é l’estremo dell’estremo e prima di divenire molti e molti e molti si resterà in pochi.

Non é un presagio nefasto, tutt’altro.

Mi commentate e mi scrivete chiedendo se ancora le cose saranno difficili asserendo che siete stanchi e che “avete dato”.

Beh… non avete visto ancora niente e i fatti dei giorni passati parlano molto chiaramente.

Laddove si da più rilevanza ad una cosa che non all’inestimabile valore della vita umana, direi che già si é detto tutto.

Il concetto di spiritualità è andato, deviato, distorto, sporcato in ogni sua parte per un tornaconto personale, per denaro, per sesso.

Lo credo bene che quando si propone qualcosa di buono e sano viene visto con diffidenza, ma anche questo è dato dall’intorpidimento che allontana dal sentire interiore.

Oppure, l’intorpidimento alimenta illusioni e si accorre per scoprire il segreto per fare soldi, per trovare l’anima gemella e questo porta, inevitabilmente, all’ennesimo senso di frustrazione.

Ma tanto ora siamo nel pozzo, dentro, laggiù in fondo, non c’è problema, non se ne viene fuori fino a che non si comprende che quella sacra merda è un concime prelibato.

Concime che consente il radicamento e la verticalizzazione.

Allora anzichè dimenarsi e annaspare, sarebbe il caso di fermarsi e lasciarsi inebriare come fossero fanghi che purificano la pelle eliminando le tossine e rivitalizzando.

Invece no, si annaspa perchè adesso che se ne ha fino sopra il collo non si riesce più a nascondersi dietro la maschera dell’apparenza.

Attraverso la sacra merda si vede tutto.

La sacra merda in fondo al pozzo rivela.

Nessuno verrà a salvarci, ci getterà una corda o calerà una scala, ognuno dovrà essere in grado di uscire da se attraverso di se.

In questo frattempo accadranno molte cose, ulteriori atti estremi, altre situazioni rivelatorie, altre notizie scottanti. Statene certi.

Il 10 Aprile 2019 abbiamo avuto possibilità di vedere un buco nero, la tecnologia ci ha pregiato di tale onore, mentre il vibrato cosmico ha fatto ben altro.

Attraverso quell’immagine il vibrato cosmico ci ha mostrato dove stavamo per entrare, un buco nero dato da un pozzo che affonda nella terra per mostrarci tutto ciò che abbiamo sempre voluto evitare.

Il buco nero ci ha fatto cadere in un pozzo

Ora ci siamo dentro tutti, auguro ad ognuno di riuscire ad uscirne comprendendo, consapevolizzando e sentendo che non c’è nulla da cui uscire in quanto dentro incontriamo un tesoro inestimabile.

Noi stessi e ciò che davvero siamo.

La vita è un mistero da contemplare con gli occhi della sacralità e affrontare con l’ardore della Fiamma Divina che sei, che siamo.

I tempi sono delicati.

Accorgiti.

Accorgiti anche di accorgerti.

Con Forza, Coraggio e Fede.

Siate Luce!

Stefania Ricceri

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