LA FATICA E LA STANCHEZZA INTERIORE

Quando non fermi il marasma interiore.

la fatica e la stanchezza interiore

La fatica e la stanchezza interiore va a discapito di chi non considera altre prospettive. Oggi scrivo di questo perché nell’ultimo periodo in tanti mi scrivete, privatamente o commentando nei post, in questo modo. Siete stanchi e affaticati dentro.

Ogni sera andiamo a riposare per ricaricare le batterie, questa è la naturalità e dovremmo imparare a seguirla anche quando si tratta della fatica e della stanchezza che si avvertono dentro.

Ma quando si dice “che fatica” e “che stanchezza” riguardo lo stato interiore, possiamo asserire con assoluta sincerità che ci siamo fermati?

Che poi, interiore… a ben guardare non è proprio “interiore”.

Il marasma è interiore, ma di superficie, dato da un mentale che vuole il controllo. Produce un atteggiamento per cui, se le cose non vanno come la mente vuole, allora ci si attanaglia.

Attanagliarsi vuol dire opporre resistenza.

Metaforicamente, andare contro la corrente del flusso dell’acqua.

Ora, se io prendo una zattera e mi metto a remare contro corrente, la naturalità delle cose fa si che il mio corpo si affatichi il triplo senza però spostarmi di un metro.

La fatica e la stanchezza interiore mi dici, ok, ma ti fermi?

Ora più che mai ci stiamo accorgendo, in modo lampante, che certe cose non le possiamo controllare.

Andiamo nel pratico.

In quante occasioni ti intestardisci nell’insistere a far andare le cose come vuoi tu senza che poi nulla cambi?

Ti arrovelli nel cercare incastri e soluzioni che non reggono, spingi massi che non si spostano, ti imponi sul tuo prossimo perché vuoi che facciano ciò che tu vuoi. Eppure nulla cambia.

Ahhh che fatica e che stanchezza interiore, di superficie!

Vi sono dei principi misteriosi, disegni precisi ma sconosciuti, cose immutabili che segnano la via nella grande mappa della tua storia. Del tuo procedere.

E fino a quando ti ostini a voler cambiare queste cose, non cambierai un bel niente.

Oppure puoi dirmi in tutta onestà che nell’insistere hai ottenuto i risultati sperati?

Ogni volta che otteniamo risultati è perché, nell’incontrare il masso, anziché volerlo spostare ci giriamo intorno scoprendo poi che, oltre, la strada è libera per un bel tratto.

Sarebbe tutto così semplice se ogni volta che ci troviamo davanti un masso anziché volerlo spostare ci girassimo intorno.

Ci sono cose che prescindono dal nostro volere.

Noi non possiamo imporre la nostra presenza ad una persona che non ci vuole. Hai voglia a dire che è la tua fiamma gemella ma non lo sa ancora. Questo è il marasma interiore di superficie che fa i capricci.

Le telenovelas lasciamole alla tv. Certe cose non vanno perché non è cosa o non è il momento, oppure ancora più semplicemente perchè per noi c’è altro. 

Al lavoro si è maltrattati, oppure non si riesce in un’impresa e tutto sembra remare contro… ma chi davvero rema contro?

Non è che magari la vita vuole dirti qualcosa?

No, non la faccio semplice, lo so che dobbiamo portare la pagnotta a casa e tante volte bisogna stringere i denti. Ma farlo con consapevolezza e una visione aperta delle cose porta a nuove opportunità. Non perché queste ti cadano dal cielo, ma perché tu hai un atteggiamento aperto. Farlo invece con una visione ottusa e limitata, non cambia le cose.

Se fino qui ti ritrovi e vuoi approfondire, leggi qua

La vita ci parla continuamente, ma noi ascoltiamo?

Il più delle volte no.

Ci fermiamo? Neanche.

Allora, se si è stanchi e affaticati dal marasma interiore di superficie, c’è solo una cosa da fare:

Fermarsi!

Altrimenti, “che fatica”, “che stanchezza”.

Quanto più continuiamo a remare contro, quanto più le cose diventano difficili.

E siccome siamo in un momento in cui questa cosa viene e verrà a manifestarsi in modo più che lampante, consiglio di fermarsi.

Parlo per esperienza diretta, chi vi scrive un tempo ha remato contro corrente come pochi, posso garantire che con la fatica e la stanchezza interiore di superficie la vita mi ha dato una bastonata in testa di quelle che non si scordano.

E per fortuna non si scordano!

Questo consente di non ricadere negli stessi atteggiamenti. 

Quindi, se hai un masso davanti e avverti fatica e stanchezza perché cerchi di spostarlo, fermati, riprendi fiato e forza. Poi rialzati e gira intorno al masso, perché oltre quel masso qualcosa di molto bello ti attende!

La fatica e la stanchezza interiore… Accorgiti, accorgiti anche di accorgerti.

Adesso è importante disciplinarti e scoprire con entusiasmo la mappa della tua vita lasciandoti sorprendere da essa.

Fluendo avrai modo di scoprire che è tutto molto semplice, anche nelle curve che talvolta ti fa fare. Si muove per vie strane, ma non fa mai nulla per nuocerci, siamo noi che nuociamo a noi stessi.

Prendere coscienza di questo cambia tutto ed è tempo che tu ti accorga.

Lascia che l’esistere ti stupisca, fluisci in esso e grandi cose accadranno.

E in ultimo, fatti un favore, mentre fluisci, risplendi!

Dai che ce la facciamo, siamo progettati per questo!

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Con Forza, Coraggio e Fede

Siate Luce!

Stefania Ricceri

 

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