SIAMO IN ROTTA DI COLLISIONE

Le frequenze toccano picchi che formulano nuovi codici geometrici.

Siamo in rotta di collisione, il processo naturale delle cose sta raggiungendo picchi molto elevati che richiedono all’essere in divenire di lasciare che cada, di lasciare che accada.

É necessario l’arrendersi al fine di permette il pieno assorbimento di nuove particelle che permeano l’atmosfera.

Tutto ciò che sta accadendo non appartiene alla mano umana, appartiene ad un naturale processo evolutivo del tutto nel tutto.

Sì, facile dire che il clima e le siccità sono controllate dalla mano umana, banale aggiungere che “è tutto un complotto”.

Il cielo si sta riempiendo di un qualcosa che è già visibile a chi osa voler vedere, ma lo so, fa più comodo dare colpa di tutto a qualcuno piuttosto che armonizzarsi in quanto accade e accadrà.

Resteremo, resterete, resteranno in pochi, ma da pochi, diverremo, diverrete, diverranno molti e molti e molti.

Lo dico da anni ormai e adesso siamo allo snodo cruciale per cui è fondamentale accorgersi.

Siamo in rotta di collisione.

Ecco il movimento Tarologico delle energie per il mese di Luglio.

I movimenti energetici del passato mese di Giugno sono stati a dir poco potenti.

Qualcosa di nuovo ha preso vita, qualcosa che mira ad un nuovo criterio esistenziale naturalmente evolutivo e che ha toccato terra radicandosi in profondità.

Qualcosa che nell’esprimersi nella materia degli umani ha procurato non pochi sussulti.

Sia in termini fisici che emotivi; sia in termini di accadimenti che di prospettive.

Tutto questo indiscutibilmente è risultato, e tutt’ora risulta, oltremodo impegnativo.

Fatto sta che siamo qua per imparare a camminare nuovi passi e quanto prima lo comprenderemo, quanto prima smetteremo di voler continuare a fare, dire e progettare alla “vecchia maniera”.

Nel ribollire interiore, ed esteriore, sono emerse resistenze, oscure ombre si sono manifestate dinanzi i nostri occhi, suoni, parole, rumori, sono risultati come demoni che hanno prodotto un ulteriore fuga dalla “realtà”.

Complice anche il periodo vacanziero e le briglie sciolte per cui moltissimi, occupati a farsi selfie con occhi ammiccanti e bocche a culo di gallina, piuttosto che sfoggiare foto di luoghi da “sogno”, nel sudare sotto il sole, si crogiolano nelle proprie ipocrisie nascoste nel costume e tutte le proprie paure e frustrazioni.

E non lo dico perché me lo invento li per lì, no no.

Lo dico perché me lo raccontate voi, e siete tanti.

In tanti mi parlate dei vostri timori, dei vostri rapporti scricchiolanti, della mancanza di sesso nel rapporto di coppia, dell’insoddisfazione lavorativa, delle crisi interiori che non vi fanno dormire la notte.

Della paura di ieri, di oggi… di domani.

Siamo in rotta di collisione.

Eppure, per quanto quel cambiamento tanto lo si voglia, prendere in mano la propria vita e avere il coraggio di distruggersi per rinascere, ancora manca e ancora produce immagini felici seppur con la morte dentro.

Sì, perché è ancora così, non si ha più paura di morire, ormai in tanti sono già morti anche con una macchina biologica pulsante.

Si ha paura di vivere.

E certamente di questo dobbiamo fare un grandissimo applauso al grande spettacolo mediatico sperimentale che ha toccato tutti.

I pro, i contro, quelli spirituali, quelli incoscienti, quelli svegli e quelli dormienti.

É un fatto, constatabile concretamente.

Guardiamoci attorno, ma sopratutto, guardiamoci dentro.

Possiamo asserire che non sia così?

Fermo restando che ognuno è alle prese con le proprie turbe, ancora pochi hanno preso coraggio e si sono buttati nel vuoto.

Nemmeno io mi ci sono ancora buttata nel vuoto, altrimenti come tanti asserirei di essere già in quinta dimensione e vedrei uccellini colorati sprizzanti cuoricini in ogni dove.

Non mi ci sono buttata perché voglio viverla questa materia, voglio smazzarmelo fino in fondo il mio cammino e mi piace stare al mondo, nel mondo.

Perché mai dovrei dire che è tutto wow quando mi trovo qui per imparare a camminare nuovi passi.

Diciamolo, è un gran casino imparare a camminare nuovi passi.

Sentiamo dentro la spinta propulsiva ma non sappiamo bene dove infilarla e come utilizzarla.

Perché una volta tanto anziché voler essere i più fighi non ci permettiamo di cadere al suolo ed entrare in contatto con esso?

Cerchiamo la direzione, la stella da seguire, la bussola.

Ma ci rendiamo conto o no che tutto è cambiato?

Siamo in rotta di collisione.

Siamo dinanzi un panorama nuovo; le stelle sono diverse, la bussola si è svarionata e non indica più il nord.

Non abbiamo più niente per cui rassicurarci di “essere sulla strada giusta”.

Adesso dobbiamo solo accettare due cose:

1 Stiamo raccogliendo i frutti delle nostre azioni, e adesso la vita è implacabile.

2 La direzione, la via, la dobbiamo creare noi, tutt’intorno è deserto con un caldo torrido.

L’unica cosa che possiamo fare e metterci in ascolto di noi stessi.

Spogliandoci delle nostre illusioni, ipocrisie, rabbie, rancori, smanie frustranti che fomentano l’illusione del bel vivere fuori mentre dentro si fa a botte… e non lo dico solo in termini metaforici.

Siamo quello che siamo quando nessuno o pochi intimi appartenenti al nostro nucleo casalingo ci vedono.

E quanti di noi possono dirsi allineati tra quanto accade fuori e quanto accade dentro?

Ora tutto questo è davanti i nostri occhi.

Possiamo prendere un respiro e lasciare che tutto si rompa cadendo a nostra volta per poi rialzarci, oppure continuare la scenetta teatrale che cadrà comunque rovinosamente molto presto.

Ormai i tempi sono maturi.

Siamo in rotta di collisione.

Dunque Luglio, con il suo bel carico di energie scoppiettanti, ci porterà a determinare in noi, una volta per tutte, se vogliamo o no prendere in mano la nostra esistenza.

Non fatevi distrarre dalle vacanze e dalle briglie sciolte, siate accorti e lungimiranti perché in un attimo le cose cambieranno.

Non sedetevi troppo che non abbiamo ancora finito di ballare.

Il cielo sta formando nuove forme e nuovi codici geometrici.

C’è molto più di quel che si pensi.

Così come c’è una cosa fondamentale da ricordare: non solo lassù c’è più di quel che si pensi ma anche laggiù, nelle profondità della terra.

Noi siamo quelli di mezzo e abbiamo l’opportunità di dare Corpo allo Spirito, ma prima dobbiamo scegliere di vivere, vivere davvero.

Come in alto così in basso.

Come dentro così fuori.

… E diverremo molti e molti e molti.

E fu sera e fu mattina…

Torneremo a guardare le stelle.

Procedo contemplando il mistero che mi avvolge e nel quale respiro il soffio Sacro della vita.

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Con Forza, Coraggio e Fede.

Siate Luce! 

Stefania Ricceri 

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