DAL 12 AL 18-7 DALLA TERRA E NELLA TERRA

Lo Spirito e il Corpo.

Dal 12 al 18-7 dalla terra e nella terra integriamo la direzione per lo spirito; una direzione ampiamente ricercata nel cielo, spesso tra le nuvole, producendo solo smarrimento e frustrazione.

Non troppo cielo.

Non troppa terra.

Eppure, nel processo di verticalizzazione dell’essere, per poter dare Corpo allo Spirito è necessario anzitutto integrare l’umano che sei.

Poi, e solo poi, si potrà sentire lo Spirito e viverlo nella materia.

Questo momento ci sta facendo affrontare chiaramente questo aspetto:

La terra, la densità, la materia.

Aldilà dell’illusorio gioco delle parti per la quale, in questa guerra tra poveri, nessuno è vittorioso, la vita ci sta dicendo in maniera molto chiara di integrare l’umano che siamo.

Ne consegue che da settimane si fatica, quasi trascinandosi, nella ricerca dello Spirito che stenta a farsi sentire, farsi trovare.

Ma non è lo spirito di per se che si da latitante, siamo noi che rifiutiamo di camminare sulla terra e vivere l’umano che siamo.

Dal 12 al 18-7 dalla terra e nella terra.

Umano ci sembra poco, inutile, preferiamo credere di arrivare da chissà dove, di essere chissà chi.

Meglio imbardarsi di vesti spiritualnewage e accennare un espressione da santone che mostrare le proprie ferite e lasciare scorrere il sangue.

Permettersi di sentire che fa male, permettersi di ammettere che fa male.

Questo perché il dolore è umano, e umano lo si lascia al popolo degli automi dormienti… a detta dei risvegliati…

… A detta di quelli che vivono la 5,6,7,8,20 D.

Ora ce n’è per tutti, nessuno escluso, perché quelli che vengono definiti dormienti si stanno accorgendo di un cambiamento e quelli che si definiscono risvegliati iniziano a capire di non aver capito un cazzo.

Non lo ammettono, ma non importa, loro, dentro, sanno.

Dal 12 al 18-7 dalla terra e nella terra.

La terra, con tutta la sua densità amplificata da un clima ai confini dell’estremo (e non abbiamo visto ancora niente…), ci sta facendo sentire il peso del corpo.

Il peso della nostra umanità.

La vita ci vuole con i piedi per terra e, che lo vogliamo o no, ci sta portando a metterceli per bene questa volta.

Senza se e senza ma.

Alla spasmodica ricerca di eventi “soprannaturali”, di illuminazioni esclusive, di “uno sarà preso e l’altro lasciato”, noi, Umani, camminiamo qui, sulla terra.

Fino a che non scenderemo dalle nuvole della spiritualità di apparenze, fino a che non sentiremo il sangue scorrerci nelle vene; fino a che non avvertiremo chiaramente il contatto dei piedi con la terra, il corpo non vibrerà a quella frequenza più alta alla quale tanto aneliamo.

Fino a che non ristabiliremo il contatto Sacro con la Terra non potremo incontrare lo Spirito che siamo dando così corpo ad esso.

Dal 12 al 18-7 dalla terra e nella terra.

Guardiamoci, guardiamoci bene intorno, il mondo si sta trasformando e noi tutti con lui.

La differenza tra noi e il mondo è che noi resistiamo illudendoci di essere superiori ad esso.

Lui, il mondo, nel suo processo trasformante, procede seguendo il flusso divino schiacciando ogni nostra resistenza e ricordandoci che prima di essere un qualcosa di illuminato dovremmo accettare di essere Umani.

Ricordando che in noi vibra lo stesso cuore pulsante.

Ma non il cuore di cui tanto si blatera dall’alto di una spiritualità di sto cazzo, bensì il cuore che in ogni istante del nostro procedere batte ricordandoci di essere Umani.

Solo che noi non ascoltiamo.

Noi non vediamo.

Noi vaghiamo nelle lande desolate delle nostre illusioni senza accorgerci che il Regno dei Cieli è qui e lo stiamo ancora riempiendo di merda, così come stiamo facendo anche con i nostri corpi.

Dal 12 al 18-7 dalla terra e nella terra.

Fermiamoci a vedere, accorgiamoci della nostra natura delicata e vulnerabile.

L’esistere è un’esperienza da percorrere nella terra per verticalizzarci arrivando a dare Corpo allo Spirito.

Il flusso della natura risponde a tutte le Sacre leggi, in tutto il suo mistero e la sua bellezza.

Adesso siamo nel pieno di una riformulazione che dovremmo assecondare, invece stiamo continuando a giocare con la vita credendo di poterla dominare.

Siamo dei poveri illusi, quanto prima ce ne accorgeremo quanto prima potremo adoperarci per la nascita concreta delle nuove alleanze allineate al Sacro naturale esistere.

Il sipario su questo grande spettacolo sperimentale mediatico si chiuderà, ci vuole ancora del tempo affinché accadano delle cose.

Auguro ad ognuno, anche a me stessa, di discernere, di procedere nel flusso smettendo di resistere e di contemplare al Bellezza dell’umanità che siamo.

Procedo contemplando il mistero che mi avvolge e nel quale respiro il soffio Sacro della vita.

E il viaggio continua…

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Con Forza, Coraggio e Fede.

Siate Luce!

Stefania Ricceri 

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