QUELLO CHE EMERGE DAL PROFONDO

quello che emerge dal profondo

QUELLO CHE EMERGE DAL PROFONDO

Il ciclo porta un cambiamento di rotta.

Quello che emerge dal profondo. Il ciclo porta un cambiamento di rotta per l’emersione dalle profondità di qualcosa di molto antico che, nel mostrarsi, muta inevitabilmente la modalità di navigazione.

Le acque si aprono, la sua forza abbatte il muro di cinta e ciò che si vede oltre di esso racconta una storia antica e contemporanea.

Misterica e materica, inonda l’apparato emotivo che riceve un’onda ricalibrante che, percettivamente, si sentiva arrivare.

Ma tu, gli hai prestato l’opportuno ascolto mentre navigavi le tue acque di transizione?

Hai osservato l’orizzonte adoperandoti per prepararti al suo arrivo?

Hai alleggerito il carico per poter affrontare lo spostamento in maniera efficiente?

Perché sai, da questa settimana che va dal 25 al 31 Maggio, la densità si dirada e il Soffio Sacro sopraggiunge, spostando, aprendo e riesumando, offrendo nuovi strumenti di navigazione.

Abbi cura di quel che troverai, perché qualcosa non ti servirà nell’immediato, ma presto ti sarà indispensabile per procedere lungo il tuo viaggio.

Abbi buon senso e lungimiranza, perché qualcosa che proprio non ti aspetti, ti sta venendo incontro.

Se ti aprirai alla Vita, la Vita, ti risponderà.

Quello che emerge dal profondo
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Formazione dell'Essere Umano Integrale

Quello che emerge dal profondo. Il ciclo porta un cambiamento di rotta.

Ti faccio osservare una cosa:

Focalizzati su Sole e Casa Dio.

Sole ci racconta dove siamo.

Casa Dio, subito sotto, ci racconta come siamo arrivati dove siamo.

Allora partiamo da Casa Dio.

Ti spiego perché so bene che senti qualcosa, ma so bene anche che c’è ancora un qualcosa a cui ancora non dai forma, corpo, sostanza.

E sai perche accade questo?

Per il semplice motivo che, nel marasma di manifestazioni collettive che sono attualmente in essere, può accadere che la sensazione sia che qualcosa sfugga.

E questo deriva dal fatto che, in mezzo tutto ciò che sta concretamente accadendo, la tendenza sia quella di  seguire gli accadimenti che colpiscono in quanto apparentemente grandi.

Catturano la tua attenzione mentre, il fulcro, ciò a cui davvero sarebbe opportuno dare importanza, l’occhio umano ancora non lo vede e dunque, nei processi fisici, si è portati a non tenerne conto.

Eppure, anche se non lo vedi, c’è.

Anche se non riesci ancora a dargli un nome, una forma o una collocazione, c’è.

Vedi che Casa Dio accade nel cielo notturno?

Questo ci spiega che qualcosa accade ma che non è prettamente visibile.

Infatti si tratta di una frequenza passiva.

Quasi paradossale.

Perché l’occhio vede una struttura che cade colpita da una folgore e il cervello la cataloga come evento eclatante.

Quindi l’occhio è naturalmente portato a cercare l’eclatanza, senza realmente vederla.

E siccome non vede, il cervello dice che non c’è nulla.

Ma il punto è: quale parte del cervello codifica ciò?

Noi abbiamo un flusso interno che porta il cervello a muoversi per sezioni e, se queste sezioni non si fondono, la percezione resta frammentata.

Quello che emerge dal profondo. 

Questa frammentazione produce due cose: disorientamento e incapacità di riconoscere ciò che conta davvero. 

Non si fa intenzionalmente.

Lo si fa perché non siamo stati educati a fondere le sezioni.

Ci è stato insegnato a suddividere, catalogare, sezionare, separare, ridurre, non vedere.

Ci è stato insegnato a smettere di porci domande unendo i puntini.

E questo perché solo così le persone possono essere dirottate, piegate, deviate, condizionate.

Dunque si è fatto del Corpo Umano un contenitore fallace, mentre è tutto fuorché fallace.

Il Corpo Umano è strutturato per muoversi in maniera Intera, non frammentata.

Ma torniamo a Casa Dio e Sole.

Casa Dio ci dice che è accaduto qualcosa, ma siccome non si vede, lo si percepisce senza trovare senso e dunque si tende a scartarlo per via della frammentazione.

Poi arriva Sole.

E si sa, se c’è sole è giorno e le cose si vedono bene.

E cosa colpisce da questi due Archetipi?

Casa Dio, come sopra detto, è una frequenza passiva, ma Sole no.

È una frequenza attiva.

E questo significa che si rende evidente, che si muove, che c’è.

I due personaggi sotto sono vestiti e ricadono sui tre gradini bianchi.

Gli altri due sopra sono svestiti e di quei tre gradini bianchi rimane un accenno.

Alle spalle c’è un muretto, lo vedi?

Quel muretto è stato costruito con i cocci caduti da Casa Dio.

Poi, quando si è fatto giorno, ti è stato detto che non è accaduto nulla.

Che quel muretto è invalicabile perché oltre non c’è nulla di interessante, mentre tu, da questo lato, hai tutto a tua completa disposizione.

Ancora frammentazione.

Quello che emerge dal profondo.

Poi, Casa Dio ha tre gradini bianchi.

Sole ne mostra soltanto i residui.

Questo fattore è molto rilevante, perché quei tre gradini bianchi di Casa Dio, sono significativi del Sacro.

Di tutto ciò che si inizia con le migliori intenzioni, con volontà, disciplina, Fede.

Ma poi è accaduto qualcosa.

E Sole lo racconta.

Di quel Sacro è rimasto ben poco.

Uno dei due personaggi si accorge e invita l’altro a sentirlo, ma è diffidente.

Lo vede, ma non lo riconosce, perché non riconosce sé stesso.

Questo è ciò che sta accadendo ora.

Il muretto si sa essere invalicabile, seppur a scavalcarlo ci andrebbe il minimo sforzo.

Ciò che si vede aldilà dello stesso non viene preso in considerazione perché l’individuo è frammentato.

Lo spazio Sacro appare ridotto seppur percorribile, ma risulta fuori contesto nel panorama collettivo e questo genera diffidenza.

Eppure richiama.

Ma siccome si ha tutto a disposizione, non si sente il bisogno di sondarlo.

Eppure, proprio sondandolo l’individuo ha opportunità di ricomporsi.

Ma non si accorge.

Quello che emerge dal profondo.

Fatta questa lunga premessa, non mi dilungo in ulteriori approfondimenti, ma ciò che si evince nell’apertura Tarologica è che ora la ciclicità porta a spostare l’attenzione.

Quel senso di frammentazione intorpidente sta esaurendosi, perché il flusso cosmico produce smottamento interiore.

La ciclicità richiama all’accorgersi dell’illusione.

Invita a rendersi conto che molte cose vengono fatte al buio per poi essere presentate alla luce come normali.

Porta ad accorgersi che è successo qualcosa di molto importante proprio quando tu non vedevi.

Ma ora ciò che si sta muovendo, non solo porta alla luce.

Porta alla Verità.

Questa Verità non è vestita di glitter al gusto fragola.

È melmosa e il suo gusto è ben lontano da qualcosa di buono.

Ma il ciclo è in Transizione e niente resta occultato, sospeso, taciuto, nascosto.

La domanda allora non è se l’essere umano è pronto a vedere la Verità.

Certo che lo è.

La domanda è:

Dinanzi la Verità, l’Essere Umano, è pronto a Ricomporsi e tornare Intero?

Perché il viaggio prosegue, ma le correnti cambiano la rotta.

Non cambiano la scelta della rotta, ma propongono una visione completamente diversa delle cose.

E questo accade in modo repentino.

Improvvisamente.

Allora sì, abbi cura di quel che troverai, perché qualcosa non ti servirà subito, ma presto ti sarà indispensabile per procedere lungo il tuo viaggio.

Torneremo a guardare le Stelle.

E da pochi diverremo molti, e molti, e molti.

Allora sì, ancora una volta ti domando:

Hai tu Fede?

I Creatori sono qui.

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E se non hai ancora letto “Il Ventitreesimo Arcano“, il mio ultimo Libro/Messaggio, puoi sceglierlo ora.

Io sono.

Camminando nel Mistero.

FIDEM

Umani Divini. Divini Umani.

E fu sera e fu mattina…

Stefania Ricceri

Stefania Ricceri

Fondatrice della Scuola dell'Umano Intero
Custode del Fuoco Tarologico
Io Sono il Ventitreesimo Arcano
Libro - Il Ventitreesimo Arcano

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Il Ventitreesimo Arcano toccherà parti profonde e antiche di te, per accompagnarti a Ricordare chi sei e perché sei qui.

Procedo contemplando il mistero che mi avvolge
e nel quale respiro il soffio Sacro della Vita.

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Siate Luce! 

Stefania Ricceri 

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